25 – 27.09.2026
@MO.CA (BS)
Viviamo in un tempo fragile. Un tempo che potremmo definire insieme magnifico e rovinoso. Un tempo in cui la catastrofe non interrompe lo spettacolo, ma vi convive; in cui il dramma non sospende il flusso, ma ne diventa parte; in cui la tragedia si alterna alla leggerezza senza soluzione di continuità. L’incertezza non è un’eccezione, ma una condizione permanente.
L’esperienza quotidiana del presente è segnata da una sovrapposizione continua di registri emotivi. Attraverso gli schermi assistiamo a un montaggio incessante che accosta guerra e intrattenimento, violenza e pubblicità, dolore e ironia, caduta e consumo. Non è soltanto la gravità delle immagini a destabilizzare, ma la loro contiguità. Tutto appare sullo stesso piano, con la stessa intensità, con la stessa durata. Il risultato non è solo shock, ma assuefazione. Non solo paura, ma ottundimento.
In questo scenario prende forma quella che possiamo chiamare una splendida catastrofe: un sistema che continua a funzionare mentre mostra le proprie crepe; una realtà che si sgretola senza smettere di produrre immagini seducenti; un mondo che brucia e, nello stesso momento, si autorappresenta con filtri, effetti, intrattenimento.
La fuga che attraversa il nostro tempo non è soltanto geografica o professionale:
è una fuga percettiva ed emotiva.
Non fuggiamo necessariamente altrove.
Fuggiamo da un’emozione all’altra.
Da un’immagine alla successiva.
Da un prima a un dopo che non hanno più distanza.
È una forma di sopravvivenza dentro l’eccesso di stimoli: una difesa che protegge ma, allo stesso tempo, anestetizza. L’ironia diventa scudo, la distrazione - il brain rot - diventa rifugio, la saturazione diventa norma.
Brixia Film Fest sceglie di abitare questa ambivalenza senza risolverla. Il festival non intende offrire risposte consolatorie né semplificare la complessità del presente. Si propone piuttosto come un luogo in cui osservare con attenzione il modo in cui splendore e rovina coesistono, si alimentano, si confondono.
Questa condizione infatti non è unicamente passiva. Dentro l’alienazione si manifesta un bisogno di relazione autentica; dentro la frammentazione emerge il desiderio di comunità; dentro la stanchezza si intravede una richiesta di senso. Se da un lato il presente appare come un flusso caotico e privo di gerarchie emotive, dall’altro cresce l’urgenza di ristabilire distanza, di recuperare tempo, di ritrovare uno spazio condiviso in cui guardare e pensare insieme.
In questo senso il cinema assume un ruolo centrale. Se il mondo contemporaneo è dominato da un montaggio accelerato e privo di gerarchie, il cinema può restituire misura, pausa, profondità. Può interrompere il flusso e riattivare lo sguardo. Può ridare peso alle immagini e alle emozioni, sottraendole alla logica dell’equivalenza continua.
Attraverso le opere selezionate, il Brixia Film Fest 2026 esplora le forme dell’assurdo contemporaneo, le dinamiche dell’alienazione, le strategie di fuga e le possibilità di resistenza. Racconta personaggi sospesi, sistemi girano a vuoto, comunità in bilico. Di momenti di leggerezza e di spazi in cui si generano nuove forme di incontro.
In un mondo che sembra correre senza gerarchie emotive, Splendida catastrofe è un invito a rallentare e a guardare con maggiore consapevolezza il montaggio del nostro tempo, per osservare, ridere e arrabbiarci; ma soprattutto riconoscere che la fragilità del presente è una condizione condivisa.
Il cinema, ancora una volta, diventa lo spazio privilegiato in cui questa possibilità prende forma.