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RE:FRAME
Laboratorio di stop-motion

10.00 - 13.00 | A cura di Avisco | Ingresso gratuito 

In un presente attraversato da immagini che scorrono senza sosta, dove tutto sembra accadere contemporaneamente e alla stessa velocità, il cinema d’animazione offre una possibilità diversa: fermarsi, osservare, costruire. È da qui che prende forma il laboratorio di stop motion proposto all’interno di Brixia Film Fest 2026, un’esperienza immersiva pensata per bambini e famiglie che invita a riscoprire il piacere di dare tempo alle immagini e trasformarle, un frame alla volta, in movimento e racconto.

La stop motion nasce infatti da un gesto apparentemente semplice: fotografare un oggetto, modificarne leggermente la posizione, fotografarlo di nuovo e ripetere il processo. Un lavoro paziente e minuzioso, in cui ogni piccolo cambiamento diventa parte di una storia. Nel laboratorio, questo procedimento si trasforma in un’occasione per sperimentare direttamente il linguaggio cinematografico e scoprire come materiali, oggetti e personaggi possano prendere vita davanti alla macchina da presa.

Per tre ore lo spazio si trasformerà in una piccola bottega dell’animazione, un luogo in cui ideare, costruire e animare insieme. I partecipanti saranno accompagnati attraverso le principali fasi della realizzazione di un’animazione: dall’invenzione di una breve storia alla costruzione dello storyboard, dalla creazione dei personaggi fino alle riprese.

Lavorando in piccoli gruppi e utilizzando tre postazioni professionali di animazione, bambini e famiglie potranno sperimentare concretamente il rapporto tra immagine, movimento e narrazione. Non si tratta soltanto di imparare una tecnica, ma di scoprire che dietro ogni immagine in movimento esistono scelte, tempi, gesti e possibilità creative.


In dialogo con il tema Splendida catastrofe, il laboratorio propone così una piccola esperienza di resistenza al flusso incessante delle immagini: rallentare per guardare meglio, costruire invece di consumare, collaborare invece di attraversare gli schermi in solitudine. Un modo per tornare a dare peso a ogni singolo fotogramma e scoprire, insieme, che anche un’immagine immobile può contenere l’inizio di un movimento.

A cura di Line Culture

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